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Il casino di campagna

Parole chiave: immagini, rural landscape history, giardini, vigneto, villaggi, chiese, cappelle, paesaggio, storia, Taranto, Puglia, Italia Meridionale, masserie, edilizia rurale, ville di campagna

Una rivoluzione culturale

L' aristocrazia tarantina fu percorsa nel corso del '700 da una vera e propria rivoluzione dei costumi. Superando vecchi tabù, come l'idea, ereditata dal mondo classico, di campagna come limite della civiltà, ma anche ataviche paure derivanti dall'imperversare estivo della malaria e dalla insicurezza, ed infine i problemi connessi con il precario stato delle infrastrutture, si fece strada fra nobili e borghesi (ma anche molti religiosi) la moda della villeggiatura. Veniva in tal modo colmato un gap culturale nei confronti della nobiltà centro e Nord europea (ma anche italiana) che da tempo aveva avviato una radicale ripensamento e revisione della propria visione della campagna: la terra, quindi, non più e non solo fonte, ma anche specchio della ricchezza e del prestigio familiare. Alla sprovincializzazione della nobiltà locale contribuirono sia l'infittirsi dei viaggi e degli stazionamenti, per studio e per affari, nella capitale, ma anche il periodico affacciarsi nell'orizzonte cittadino di viaggiatori stranieri, irresistibilmente coivolti nel Grand tour in uelle che erano state le terre della Magna Grecia

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Il casino Montalto nella periferia di Maruggio (in alto), in schietto stile neoclassico, rappresenta un chiaro esempio di villa suburbana del tutto svincolata da funzioni economiche. Il casino Latronico, a Dan Donato, sorge, invece all'interno di un'azienda viti-vinicola specializzata, e conserva al suo interno ambienti e strutture produttive
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L'agiato proprietario terriero pianificava quindi, unitamente alla propria famiglia ed al più o meno ricco stuolo di servitori, di trascorrere all'interno della rispettiva proprietà di campagna una parte dell'anno, coincidente in genere con le mezze stagioni (la tarda primavera e la prima parte dell'autunnono) ed i raccolti, in particolare con la vendemmia. Ben presto questa abitudine costituì un vero e proprio status symbol che innescò diffusi fenomeni di emulazione.

Una rivoluzione edilizia

L'attribuzione di una nuova funzione comportò il diffuso ripensamento delle strutture edilizie, sino ad allora chiamate a svolgere solo funzioni economiche, o, tuttalpiù, di difesa. Nacque così il casino, complesso edilizio tipicamente rurale o suburbano destinato a scopi residenziali, architettonicamente ben distinto dai contigui ambienti produttivi preesistenti; poteva essere inserito in una masseria o in una torre-palmento. Più di rado si trattava di edifici concepiti ab initio con tali finalità suntuarie, anche se associati a giardini. Si trattava in tal caso di edifici per lo più situati nelle immediate adiacenze del centro abitato. Tali furono, ad esempio, i casini eretti (nei primi decenni del '700)dall'arcidiacono tarantino Francesco Carducci, subito al di fuori della porta di Lecce, e (in un centro minore) di Giuseppe de Carlo a Massafra.

Il casino nobile di Statte fu edificato dal barone Francesco Blasi nel suo feudo di Statte all'indomani dell' acquisto, a metà '700; unitamente al palazzo con annesso giardino eretti da Giuseppe De Carlo nella immediata periferia di Massafra agli inizi del '700 costituiscono i primi esempi di architettura rurale suntuaria del Tarantino.
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I momenti più significativi di questo processo furono la costruzione del casino nobile voluto dal neo-barone Francesco Blasi all'interno del suo feudo appena acquistato (a metà '700) e della villa dell'arcivescovo Capecelatro, in splendida posizione dominante sul Mar Piccolo, alla fine dello stesso secolo. La soluzione più frequente fu l'affiancamento dei nuovi corpi di fabbrica alle strutture preesistenti; se le finanze non consentivano spese ingenti venivano semplicemente destinati alla famiglia padronale i piani superiori degli edifici.

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Due esempi di monumentalizzazione della masseria: la casina padronale di Masseria l'Abate (Manduria, in alto) e Parco di Guerra (Massafra, in basso) Casino_Guerra (24K)
Ad iniziare dalle palme (sia la Phoenix canariensis che la dactylifera), fecero la propria comparsa anche piante esotiche e strane, con il relativo carico di suggestione ideologica.

Al casino si associava spesso anche una cappella per la celebrazione delle funzioni religiose, ed un giardino recintato, ove, accanto agli alberi da frutta, trovavano posto anche gazebo ed eleganti pergolati per le passeggiate. All'esterno (ma ciò costituisce una rarità) potevano sorgere dei parchi alberati.

Il revival romantico di fine '800 ha favorito la proliferazione di una particolare morfologia di casino, il castello.

Una rivoluzione urbanistica

Nelle contrade di Lama, Talsano e San Donato, tradizionalmente interessate dalla viticoltura, vennero apportate le novità più significative e pregne di conseguenze, promosse da una più diffusa e costante presenza contadina, connessa con le prolungate lavorazioni richieste dalla vite. Il casino associato al vigneto si inseriva, infatti, in una struttura produttiva e della organizzazione del lavoro molto diversa rispetto a quelle prefigurata dalla masseria,quasi alternativo, come dimostrano i rispettivi effetti sulle campagne circostanti: il primo da sempre promotore dell radicamento della popolazione rurale, la seconda trovava una delle sue più profonde ragioni d'essere proprio nella espulsione della piccola proprietà contadina.

Naturale quindi che la grande diffusione del vigneto nel Tarantino, a spese del latifondo cerealicolo, abbia condotto, alla fine del '700, alla nascita dei villaggi rurali (dotati anche di proprie parrocchie) di San Donato, Talsano e Lama. Diversa invece la vicenda che ha determinato, nel corso della prima metà dell'800, il sorgere di Statte e Crispiano.

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Alcuni aspetti particolari del variopinto repertorio dei casini di campagna nel Tarantino.In alto a sinistra il vialetto con pergolato terminente con un elegante gazebo, da Masseria Canonico (Massafra); a destra il casino-castello Ciriaci (Manduria). Qui a sinistra la cappella del casino De Bellis a San Donato. In basso la Villa Maria a Torricella, anticipata da un viale con palmeto


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Riferimenti bibliografici

J Dewald: La nobiltà europea in età moderna, Torino 2001
V.A. Greco: Orti e giardini nel paesaggio agrario del tarantino, in Umanesimo della Pietra Verde n. 10, Martina Franca, 1995, pp. 45-82