PAROLE CHIAVE: immagini, rural landscape history, storia del paesaggio agrario, Taranto, Puglia, Italia meridionale, associazione culturale, gravine


DAL MARE ALLA MURGIA

II GRAND TOUR DELLA TERRA DELLE GRAVINE (1-4 maggio 2008)

Da Ginosa Marina alla chiesa di San Michele a Triglie (Statte-Crispiano)

Grandtour2008-ii (17K)



Programma

Prima tappa (1 maggio 2008): Ginosa Marina-Masseria Sierro Lo Greco (Laterza).
(Quid dicam) quique paludis collectum umorem bibula deducit harena? Virgilio (Georgiche I)

La seconda edizione del Grand Tour si propone come iniziativa ad emissioni 0: per raggiungere il punto di partenza prefissato (Ginosa Marina), infatti, si è FATTO ricorso alle Ferrovie dello Stato. La prima tappa ha percorso, nella sua prima parte, la fertile plaga paralitoranea del Tarantino occidentale. Per secoli relegata ad una economia agricola estensiva, cerealicolo-pastorale, il suo assetto paesaggistico fu rivoluzionato a partire dalla fine dell'Ottocento dalla grande stagione delle bonifiche integrali, coronata dalla nascita del borgo rurale di Ginosa Marina e dalla fugace proliferazione dei fondi colonici voluti dalla Riforma Agraria degli anni '50 del Novecento; appare oggi come una troppo facile preda della speculazione edilizia e dell'industria delle vacanze di massa. Il viaggio corre lungo un canale di bonifica, il Lungo-Galaso, che nella sua denominazione ricorda la presenza di un feudo dell'abbazia cistercense tarantina di Santa Maria del Galeso, cui si associava, poco più a Nord anche una pertinenza dell'altra grande abbazia tarantina, quella olivetana, rimasta impressa nella denominazione di Masseria di Santa Maria della Giustizia. Superata la statale 106 inizia la premurgia, il paesaggio si movimenta, articolandosi in seminativi e pascoli cui si associano vigneti ed oliveti; una complessa rete di valli percorse da canali è bordata da poggi e crinali sui quali sono abbarbicate le masserie, fra le quali spicca la maestosa Girifalco, al centro di quella che una volta era una riserva di caccia regia, fatta gelosamente custodire dagli ufficiali di re normanni, svevi ed angioini, compreso il puer Apuliae, Federico II. Raggiunta Ginosa, la si è aggirata risalendo lungo il lato orientale della gravina, dalla quale si domina il centro abitato, sino a collegarsi con un tratturo che conduce a Masseria Sierro Lo Greco. Qui è terminata la prima tappa, forse la più impegnativa, con circa 32 Km di percorso ed un dislivello di quasi 400 metri.



Seconda tappa (venerdì 2 maggio) Masseria Sierro Lo Greco-Masseria Cassiere (Mottola):
In desertis Apuliae Seneca (Epistulae ad Lucilium)

La seconda tappa ha previsto il passaggio per Laterza; usciti da questa si è seguita una lunga strada, in parte ancora bianca, che anticamente collegava quella cittadina con Gioia del Colle. Lungo il suo percorso si è incrocato, all'altezza di Masseria Candile, l'antica Via Appia (la Regina viarum, il moderno Tratturo Tarantino), e, più a Nord, il Tratturo Martinese (il Carraro ), l'altro importante asse stradale del Tarantino. Il paesaggio è notevolmente semplificato, essendo dominato da ampie distese di campi di grano che giungono ad erodere le estreme propaggini di una Murgia (Giovinazzi, San Francesco, del Porto) semisteppica, puntellata da una interminabile serie di jazzi, recinti, masserie antiche e moderne aziende agricole. Il viaggio prosegue lungo il Tratturo (tradizionale itinerario seguito dalle greggi transumanti fra i monti dell'Abruzzo e Alto Salento), sino a San Basilio, per terminare a Masseria Cassiere, lungo la statale 100.



Terza tappa (sabaro 3 maggio) Masseria Cassiere-Masseria Monte Sant'Elia (Massafra)
tu, Tytire, lentus in umbra formosam resonare doces Amaryllidas silvas Virgilio (Ecloghe I)

La terza tappa (sabato 3 maggio), schiettamente murgiana, riprende per alcuni chilometri il Tratturo; compaiono i primi boschi di fragni e roverelle, poi una fitta rete di muretti a secco e di tratturi ortogonali, che segnano il territorio in un diffusa quadrettatura di piccoli e medi poderi, in parte abbandonati, in parte trasformati in area residenziale, che ricordano la dolorosa stagione delle quotizzazioni demaniali di fine Ottocento. Dopo un passaggio per la periferia di Mottola si prosegue lungo un altro importante asse viario che, correndo ai piedi del massiccio della Murgia di Sant'Antuono e di Monte Sant'Elia, confluiva poi nel Trattuto Martinese all'altezza di Vallenza, onde proseguiva verso Grottaglie, quindi Francavilla; tramite di esso quindi il Salento centrale si connetteva con la viabilità che conduceva nella capitale Napoli. Prima dell'incrocio del Varcaturo si è proceduto lungo l'antica strada, sterrata e divenuta impraticabile a seguito dei ripetuti eventi alluvionali, che conduce alla masseria di Monte Sant'Elia, oasi del WWF, punto più elevato toccato dal Grand Tour, con i suoi 450 metri, ove terminerà il terzo segmento di questo viaggio.



Quarta tappa (domenica 4 maggio) Masseria Monte Sant'Elia-Chiesa di San Michele a Triglie (Statte-Crispiano)
...se ora agli dei beati questo è caro davvero, che il saggio Odisseo torni alla sua casa... Omero (Odissea)

La quarta, ed ultima, tappa ha impegnato i viaggiatori con un altro antico percorso viario, la strada istmica che da Taranto conduceva a Noci, anch'essa inclusa nel tragitto del Tratturo Martinese. Nel primo tratto tocca uno dei capolavori dell'architettura rurale del Tarantino (Masseria Casavola), prosegue poi fra le gravine della Polvere e del Vuolo, tra ampie distese di macchia e ceduo, avendo di fronte un'ampio panorama sul golfo di Taranto; la discesa dalla Murgia è terminata al piano di Vallenza, ove insiste l'unico esempio noto di villaggio masseriale (più masserie riunite intorno ad una unica corte). Nel secondo tratto il percorso è corso lungo la gravina di Boccaladrona, una delle tre (le altre sono le gravine di Miola e dell'Alezza) che, confluendo, dà origine alla gravina di Triglie. Al punto di confluenza è sita la chiesetta rurale di San Michele Arcangelo, ove ha avuto termine la seconda edizione del Grand Tour nella Terra delle Gravine.



Il Grand Tour della Terra delle Gravine è un progetto di Antonio Vincenzo Greco e Franco Zerruso per l'associazione culturale TERRA DELLE GRAVINE.