PAROLE CHIAVE: immagini, rural landscape history, storia del paesaggio agrario, Taranto, Puglia, Italia meridionale, associazione culturale, gravine




LE ETERNE SUGGESTIONI DELLA VIA APPIA

III GRAND TOUR DELLA TERRA DELLE GRAVINE
(30 aprile-3 maggio 2009)

Grandtour2009--iii (18K)


Il percorso seguito nella terza edizione, dal 30 aprile al 3 maggio, ha condotto i viaggiatori lungo i resti del tracciato della Via Appia Antica, dall'antica stazione di posta di Masseria Iesce - in territorio di Altamura - attraverso le pertinenze di Masseria Viglione in territorio di Santeramo fino alle porte di Taranto, al Santuario di Mater Grazie a Murimaggio, in territorio di Statte.

La prima tappa, da Masseria Iesce (Altamura) a Laterza, è stata caratterizzata dai grandi spazi della Murgia che, in primavera, si ammantano di tutte le sfumature del verde dei campi ondulati di cereali. Le intense piogge di Aprile hanno reso il paesaggio ancora più vario, intervallando le campagne con rivoli e ristagni d'acqua, nei quali si specchia il cielo, in questi giorni ancora percorso da grandi e soffici nuvole bianche. Attraverso un itinerario che tocca il Santuario della Madonna della Grazia e, già in paese, della Mater Domini, si arriva a Laterza.

La seconda giornata ha visto i viaggiatori partire da masseria Sierro lo Greco alla volta di Masseria Candile, antica stazione di posta della Via Appia. Da qui, lungo uno dei tratti ancora incontaminati dell'Appia, la strada conduce a Montecamplo e alle sue gravine fitte di boschi e punteggiate da imponenti insediamenti agricoli. C'è tempo lungo la strada per far correre lo sguardo sui crinali che costeggiano le gravine, per indugiare sullo spazio infinito campito d'azzurro, sul verde dei prati e delle querce isolate, sul bianco dei muri antichi e delle nuvole. La masseria e lo iazzo Maldarizzi si disegnano l'una con ostentata fierezza, in alto sul ciglio della gola, l'altro più riparato, quasi accoccolato in un angolo discosto. Dallo iazzo si devia per il Tratturo Orsanese, una delle vie di transumanza tra le pianure pugliesi e i monti d'Abruzzo. Il tratturo - poco più una pista serpeggiante nel bosco - è un ulteriore invito alla lentezza, ma l'itinerario, purtroppo, devia, riporta sulla strada asfaltata. Si attraversa il Ponte dello Spineto, il ponte ferroviario sulla Gravina di Santo Stefano, si passa accanto al Convento di San Francesco ed, infine, si giunge a Castellaneta, meta di questa tappa.

La terza tappa punta a Sud, lungo la Gravina di Coriglione, sfiorando gli insediamenti rupestri di Mater Christi e Santa Maria di Costantinopoli, puntando alla confluenza della Gravina Grande di Castellaneta con la Gravina di Santo Stefano, in località Minerva. E' questo uno dei luoghi più belli dell'intero Parco. Uno sperone roccioso circondato da tre lati dallo strapiombo delle gravine si protende verso valle, una posizione splendida e naturalmente protetta, che fin dalla Preistoria ha dato rifugio e sicurezza a piccole comunità di uomini. Il terreno è cosparso di frammenti litici e ceramici che raccontano la successione delle fasi storiche custodite da questo pianoro, chiuso a Nord da una cinta muraria dispersa nel prato alto e fitto e da una masseria ottocentesca, al cui interno vi sono i resti di uno dei primi frantoi moderni del territorio. Di nuovo sulla Via Appia, verso valle, attraverso uno splendido uliveto per giungere ad attraversare la Lama di Castellaneta, in un paesaggio di acque inconsueto e ristorante. Ancora più a valle, fino a percorrere la Lama di Lenne, dove si incanalano sia le acque provenienti dalla Gravina di Palagianello, sia quelle provenienti da risorgenze carsiche sotterranee, le "Fontane", un tempo meta di approvvigionamento idrico per gli abitanti di queste contrade. Il paesaggio cambia radicalmente: fino a Palagiano, terza tappa del Tour, alla macchia e ai boschi si sostituiscono estesi agrumeti che, in questa stagione, sono in fioritura: il loro dolce e penetrante profumo è un ulteriore regalo della terra ai viaggiatori.

La quarta ed ultima tappa, sempre sull'Appia, conduce dapprima verso Sud, poi devia verso il territorio di Massafra. Si attraversa la SS7 e si sale verso Contrada Caprocella, dove un piccolo insediamento rupestre anonimo, prima, e lo Iazzo Mater Gratiae, dopo, accolgono i viaggiatori. L'insediamento rupestre, un tempo un "giardino" ricco di alberi da frutta, è un luogo assolutamente speciale, con le sue scale intagliate nella roccia, le grotte e le cisterne raccolte in un fazzoletto di terra, in una piccola lama.

Allo iazzo si giunge tagliando un grande prato in fiore fin sui bordi di un valloncello dominato dalla casupola dei pastori. Si incontrano recinti in pietra e ancora grotte, destinate, queste, al ricovero degli ovini. Lungo una pista dell'acquedotto che si insinua in una bella pineta, si giunge, quindi, in territorio di Statte, a Masseria Accetta Grande, una delle più imponenti strutture agricole della provincia, quasi un villaggio, con impianti di trasformazione dei prodotti, ben due cappelle, giardini, depositi, cisterne, abitazioni. La strada che corre parallela alla Gravina di Leucaspide conduce al Dolmen di San Giovanni.

La deviazione e la sosta sono obbligatorie, al cospetto del più antico monumento dell'intero territorio, un gigante di pietra che sfida il tempo ed impone il suo fascino da ben oltre tre millenni. Il passo si dovrebbe affrettare, la meta finale è vicina, ma già incombe la nostalgia per un viaggio che volge al termine e neanche la massa ingombrante degli impianti di termovalorizzazione serve a fugarla. Siamo alla Gravina di Gennarini, pochi passi ancora e si arriva all'antico e caro Santuario di Mater Graziae a Murimaggio, a ridosso dell'ILVA, in uno spicchio di terra e di storia scampata alle devastazioni industrialiste del '900.

Il Grand Tour della Terra delle Gravine 2009 termina qui, ma l'incanto persisterà a lungo, accanto alla consapevolezza dei tanti problemi che affliggono questo territorio, che necessitano dell'impegno di tutti per essere risolti. È questo il cammino più difficile.

Il Grand Tour della Terra delle Gravine è un progetto di Antonio Vincenzo Greco e Franco Zerruso per l'associazione culturale TERRA DELLE GRAVINE.